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Orazio: poeta del Carpe diem e del vino

«Tu non domandare – è un male saperlo – quale sia l’ultimo giorno che gli dei, Leuconoe, hanno dato a te ed a me, e non tentare gli oroscopi di Babilonia. Quanto è meglio accettare qualunque cosa verrà! Sia che sia questo inverno – che ora stanca il mare Tirreno sulle opposte scogliere – l’ultimo che Giove ti ha concesso, sia che te ne abbia concessi ancora parecchi, sii saggia, filtra il vino e riduci…

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Aimo Moroni

Il luogo di Aimo e Nadia è un’insegna che toscaneggia. Innanzitutto, per luogo si intende “una porzione di spazio idealmente e materialmente delimitata”. Dizionario etimologico alla mano, la parola compare per la prima volta in questa grafia con Guittone d’Arezzo (1294) e l’elenco delle espressioni che la comprendono ha utilizzatori di rango: aver luogo (avvenire, accadere, XIII secolo, Rinaldo D’Aquino, Brunetto Latini) esserci luogo (esserci motivo, possibilità, 1348-53 Boccaccio) dar luogo (cedere il posto, 1374,…

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Una giornata nella Fattoria di Montemurro

La Storia così come ci è stata raccontata dagli storiografi ci ha sempre affascinato, con le imprese di grandi personaggi o con eventi che hanno cambiato il percorso dell’uomo sulla terra nel lungo procedere dei secoli e dei millenni. Ma la vita degli uomini è fatta anche di gesti quotidiani, di abitudini ripetute a volte meccanicamente, a volte con l’intento di tramandare un’usanza, una tradizione, o semplicemente perché gesti legati al comune vivere. E allora,…

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Il fagiolo Zolfino

Ci sono specie vegetali che madre natura ha messo a disposizione dell’uomo senza richiedere difficili e azzardate salite sugli alberi (da cui, secondo il buon vecchio Darwin abbiamo fatto altrettanta fatica a scendere) e senza laboriosi scavi. Una categoria di frutti, particolarmente, sembra fatta apposta per soddisfare il bisogno primario di nutrire l’organismo, soddisfare stomaco e bocca ed essere raccolta senza fatica. Botanicamente parlando si tratta della categoria dei “legumi“, dal latino legère che significa…

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La civiltà del bicchiere

La natura morta è un genere pittorico molto frequentato dal Seicento in poi. Oggetti, animali, fiori e frutta, propongono immagini – realistiche o essenziali ma sempre raffinate – peculiari della quotidianità domestica ma anche ricche di significati allegorici e riflessioni morali sul senso della vita umana. Non a caso i manufatti più raffigurati dalle nature morte sono bicchieri e bottiglie in vetro, materiale trasparente, fragile e puro, che rimanda a simbolismi legati alla verginità, alla…

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Il secondo DOC della Lucania: il pregevolissimo “Terre dell’Alta Val d’Agri”

In molti scritti del passato si ritrovano descrizioni della tradizione vitivinicola a Viggiano e nelle terre dell’Agri, lo storico viaggiatore Giuseppe Antonini ne La Lucania del 1747 scrive: «… si trova sopra un’alta collina Viggiano, terra egualmente fredda, e grande, le di cui campagne, specialmente le vigne sono da quei contadini tenute con tal proprietà, che fanno invidia a quelle Toscane… Vi si raccoglie del frumento, legumi, olio. Oltre dell’agricoltura esercitano puranche la pastorizia. Non…

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Lardo di Colonnata

Il lardo, non il marmo bardiglio nuvolato, tiene alto il nome di Colonnata nel mondo. Era il cibo dei cavatori, da affettare sottile col ferro tagliente e chiudere tra due strisce di pane bigio di Vinca. Era il companatico che calmava la fame di ogni giorno con l’energia necessaria ad affrontare lo sforzo degli scavi, la tensione del pericolo e la disperazione della miseria. Colonnata sta in alto, sette chilometri sopra Carrara, col cuore nel…

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Fulvio Pierangelini

Come si può iniziare un capitolo su Fulvio Piarangelini? Con dei punti di sospensione, protetti dall’intero arsenale di parentesi come nelle equazioni. Tutto quello che ho letto e sentito sul personaggio è caratteriale, ma non nel senso che lui ha un brutto carattere, piuttosto che gli inviati, mandati a raccontarlo, hanno fatto nel novanta per cento dei casi un resoconto caratteriale. Si sono espressi, partendo da quel segno complicato, estremizzando, al massimo aggiungendo altri segni…

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Antonello Colonna

Labico, trentasei chilometri da Roma. Dopo la porta rossa, un’unica volta abbraccia la sala, avvicina e protegge i commensali. Sembra contenere come le grotte il tepore che sale dal fondo. È il rifugio di chi cerca oracoli, la stanza lunata che riecheggia l’orizzonte celeste, la greppia del verbo incarnato. Un antro da cui è stata espulsa la paccottiglia del rustico, valorizzando l’aerea ma solida bellezza dell’arco. Arco su cui origina la cupola e vola, in…

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Maestria e memorie di antica gestualità a Moliterno

La sagra del formaggio é certamente una delle feste più rappresentative di Moliterno. Il suo esordio risale all’agosto del 1982 e da allora si è ripetuta annualmente la prima domenica di agosto. Moliterno è stato sin dal passato un centro famoso per la produzione del formaggio. Il Racioppi (grande storico) nell’indicare l’etimologia del toponimo Moliterno, preferisce il radicale “Mulcternum” (mungere) da cui “mulcternum” che significa “luogo dove si fa il latte”, cioè dove si munge…

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