smALLraga | la prefazione 9 novembre 2018 – Posted in: BOOKS

La prefazione di Elisabetta Ruspini pubblicata su smALLraga

La famiglia non è un’istituzione statica, bensì un sistema dinamico, in continua trasformazione ed evoluzione. È altresì un prodotto sociale che rispecchia i modelli culturali predominanti di ogni periodo storico: sono le norme culturali a definire cosa è una famiglia, quali relazioni sono familiari e quali sono le obbligazioni e responsabilità ad esse connesse (Saraceno, 2012). Famiglia e mutamento sono inoltre strettamente intrecciati: i cambiamenti sociali, economici, politici, culturali influiscono su forme e corsi di vita familiari. Non a caso, a partire dalla seconda metà degli anni Sessanta, si è andata manifestando nel mondo occidentale una crescente disaffezione nei confronti della famiglia fondata sul matrimonio e su una discendenza numerosa. In questo periodo storico prendono avvio importanti trasformazioni che coinvolgono specificamente le donne: l’aumento della scolarizzazione e dell’occupazione femminile e il ruolo svolto dai movimenti collettivi, femminista in particolare, sono considerati fattori che hanno esercitato ampie ripercussioni sui comportamenti individuali e di formazione delle convivenze. Pensiamo alla diminuzione della nuzialità e della fecondità; all’aumento di separazioni e divorzi; all’innalzamento dell’età al primo matrimonio e dell’età media di madri e padri alla nascita dei figli. La diversificazione delle forme familiari si fa parallelamente più intensa: famiglie di fatto, unipersonali, senza figli, ricostituite, LGBT, miste, nuclei con un solo genitore, coppie LAT (Living Apart and Together). Negli ultimi decenni si registra altresì un aumento del numero di famiglie e una progressiva riduzione della loro dimensione: ciò a causa sia del progressivo invecchiamento della popolazione, sia del già citato aumento dei tassi di separazione e divorzio, sia dell’arrivo di soggetti migranti che hanno lasciato la famiglia nel paese di origine e vivono soli/sole nei contesti di accoglienza.
La pluralizzazione delle forme familiari è destinata a rafforzarsi per diverse ragioni (OECD, 2011). Innanzitutto, la formazione di identità e relazioni si colloca all’interno dei sempre più intensi processi di globalizzazione, cioè la crescita delle interdipendenze culturali, sociali, economiche, politiche a livello mondiale (tra i molti, Beck, 1999; Giddens, 2000; Cesareo, Magatti, 2000). Le esperienze non sono più definite dal loro prodursi in contesti locali e circoscritti, dilatandosi a livello planetario. Queste tendenze sono amplificate dallo sviluppo delle ICT (Information and Communication Technologies). L’espansione tecnologica ha favorito il consolidarsi di modi di comunicare rapidi, partecipativi, pluridirezionali, accelerando il confronto tra culture, generazioni e identità differenti. I processi appena ricordati esercitano effetti ambivalenti e plurali. Da un lato, la crescita di nuovi modelli e canali comunicativi permette agli attori sociali di emanciparsi da relazioni e razionalità locali (Beck, Giddens, Lash, 1994): l’innovazione tecnologica ha reso possibile una concezione “planetaria” del vivere. Dall’altro lato, gli individui si devono confrontare con un appannamento dell’orizzonte di certezze: la velocità con la quale scienza e tecnologia modificano la costruzione sociale della realtà pone donne e uomini di fronte alla necessità di attribuire un senso alle inedite sequenze di eventi e al loro accadimento tra esperienze online ed offline.
Le ultime generazioni, voci narranti in questa antologia (che raccoglie storie scritte da ragazze e ragazzi di età compresa tra 13 e 23 anni), sono state socializzate in un periodo di accelerato mutamento sociale. Parliamo della Generazione Millennial, donne e uomini nati a partire dai primi anni Novanta del secolo scorso; della Generazione Z, giovani venuti al mondo tra la fine degli anni Novanta e il primo decennio del secolo XXI e della successiva Generazione Alpha. Sono soggetti immersi in un mondo sempre più eterogeneo, dinamico e connesso dalla Rete, chiamati a gestire simultaneamente rischi, sfide ed opportunità. I racconti che compongono questo volume ben testimoniano la tensione tra tradizione e contemporaneità che caratterizza tali generazioni, alla ricerca di una sintesi tra valori “moderni” e incertezze “tardo o postmoderne” (processi migratori, cambiamenti climatici, crisi economiche, politiche, ecologiche), tra radicamento identitario e sperimentazione del nuovo; tra senso di appartenenza alla comunità locale e globale.
I/le giovani, parlando della propria esperienza di famiglia “a geometria variabile”, esprimono effettivamente sia paure e dubbi, sia desideri e speranze. Le testimonianze mettono innanzitutto in evidenza la difficoltà nel sincronizzare la navigazione attraverso molteplici mutamenti familiari con un’idea di famiglia “ideale”, ancora molto forte in Italia, che dovrebbe essere coniugale e caratterizzata da stabilità, felicità, eterosessualità, presenza di prole. In effetti, su molti versanti, la crisi degli assetti tradizionali non ha cancellato del tutto le strutture ed i modelli ereditati dal passato. Come è stato scritto (Stacey, 1996), le famiglie contemporanee appaiono ibride, mescolando elementi eterogenei di vecchio e nuovo, dimensioni nostalgiche e sperimentali. Pensiamo alle infinite geometrie relazionali che oggi caratterizzano le unità (forse potremmo definirle comunità) familiari all’interno delle quali possono interagire: genitori coniugati oppure no, genitori sociali, genitori committenti, partner, figli biologici, figli adottivi, nonni, amici, professionisti della cura dei bambini, istituzioni, social network. Al contempo, le narrazioni mettono in luce la flessibilità delle nuove generazioni, la loro capacità riflessiva e resiliente, strumenti necessari per gestire sfide ed opportunità multiple, per resistere di fronte a rischi ed incertezze (anche familiari), per dare un senso al mutamento, per (ri)costruire una trama di vita in condizioni di discontinuità (ad esempio, Archer, 2007; Donati, 2011).
Guardare la famiglia con gli occhi delle nuove generazioni ed imparare dalle loro esperienze ci aiuta a comprendere, e far comprendere, che i mutamenti e i dinamismi familiari sono forse difficili da classificare e prevedere ma possono contemporaneamente offrire l’occasione di rinnovare legami, di trovare nuovi equilibri e di veicolare inedite modalità di socializzazione.

 

Riferimenti bibliografici
Archer M. (2007), Making our Way through the World. Human Reflexivity and Social Mobility, Cambridge University Press, Cambridge.
Beck U. (1999), What is Globalisation?, Polity Press, Cambridge.
Beck U., Giddens A., Lash S. (1994) (Eds.), Reflexive Modernization: Politics, Tradition and Aesthetics in the Modern Social Order, Polity Press, Cambridge.
Cesareo V., Magatti M. (2000) (a cura di), Le dimensioni della globalizzazione, FrancoAngeli, Milano.
Donati P. (2011), Sociologia della riflessività. Come si entra nel dopo-moderno, Il Mulino, Bologna.
Giddens A. (2000), Il mondo che cambia. Come la globalizzazione ridisegna la nostra vita, Il Mulino, Bologna.
OECD (2011), The Future of Families to 2030. A Synthesis Report, International Futures Programme: http://www.oecd.org/futures/49093502.pdf
Saraceno C. (2012), Coppie e famiglie. Non è questione di natura, Feltrinelli, Milano.
Stacey J. (1996), In the Name of the Family: Rethinking Family Values in the Postmodern Age, Beacon Press, Boston.