Un enigmatico mistero 21 aprile 2013 – Posted in: . ENGLISH TEXT, BOOKS

Il contributo di Mauro Castelli pubblicato in Enigma di Ferragosto, 9° titolo della collana iVitali.

La curiosità, come si sa, amplifica le sensazioni. E ancor di più succede quando fa breccia nei ricordi. Se poi a confrontarsi, o sarebbe meglio dire a completarsi, sono un grande scrittore e un altrettanto grande pittore, ovvero Andrea Vitali e Giancarlo Vitali (un’omonimia che trova un punto di incontro soltanto nel paese natale di Bellano), beh, allora, le cose cambiano. In quanto l’uno finisce per proporsi come la spalla dell’a15,5x15,8ltro e viceversa. Con il risultato, per certi versi unico, di realizzare un piccolo quanto intrigante gioiello: narrativo e artistico. Un’idea vincente che ha fatto lievitare, oltre ogni più rosea aspettativa, quell’iniziativa voluta pochi anni fa da Sara Vitali (complice l’amore filiale) e giunta oggi al suo nono appuntamento.
Quest’ultima volta a fronte però di un curioso cambio di rotta: l’immaginario narrativo abbraccia, infatti, il filone del giallo psicologico, a fronte di un presente che attinge nel passato e che trova ulteriore linfa in un’ambientazione, di partenza e di chiusura, a ridosso di un lago. Sempre raccontando di luoghi e personaggi di tutti i giorni, sia pure diversi anni luce uno dall’altro (e lo stesso vale per le immagini dei dipinti del maestro Giancarlo). Non a caso il Comune di Bellano ha voluto dedicare a questo medico-scrittore una targa proprio a ridosso di una panchina front’acqua dove, agli inizi dell’attività narrativa, si sedeva per ascoltare la gente e prendere appunti e spunti per i suoi lavori. A partire dal suo romanzo breve d’esordio, Il procuratore, datato 1990.
15,2x14,1Ma di cosa parla questo libro “impregnato” d’arte e di cultura?
Di un medico settantenne, scapolone per scelta, nonostante i passati quanto goffi tentativi della madre per fargli incontrare la persona giusta che, dopo alcuni anni di lavoro in un ospedale, decide di lasciare la tirannia dei primari per cercarsi una condotta medica. A fronte di una scelta curiosamente decisa per “sorteggio”, che lo avrebbe portato a esercitare in un paesino sul lago di Como. Con l’intenzione di vivere tranquillo e farsi gli affari propri, vista la sua insofferenza a tutto. Persino alle feste comandate. Ed è questo medico, che invecchia quasi senza rendersene conto e che ha preso coscienza della solitudine dopo aver “licenziato” l’ultima amante, a far partecipe il lettore – sia pure dopo aver lasciato questo mondo – del suo privato. A ricordargli fra le righe che il lavoro rappresenta una specie di antidoto alla malinconia, che l’affondare il bisturi nel passato può proporsi come un toccasana per il presente. Oltre che a intrigarlo sui perché e sui percome abbia sempre giocato in difesa nei confronti dei familiari. Parlando, quasi con pudore, di quel padre ammalato (gran fumatore e non certo il migliore fra i padri) fra “mezze verità e bugie franche”; intrufolandosi nelle piccole diatribe familiari (albero di Natale o presepe?), ma anche dipingendo con affetto quella sorella che aveva sempre parlato poco e che alla fine sarebbe finita in convento. Il tutto supportato da un latente senso di solitudine, sottolineato dal ritorno nella casa dei suoi, che “scopre” al buio per le bollette non pagate visto che la testa era altrove e dove, quando si risveglia da uno strano sonno, l’orologio del salotto si è “misteriosamente” fermato alle quattro: del mattino o del pomeriggio? Insomma, una storia inizialmente improntata alla semplicità, che ben presto si nutrirà non solo dell’insopportabile peso dei tempi andati, ma anche dell’incontro con un uomo, a sua volta dalla forte personalità, che ha bisogno di confidarsi e che non si sa perché, pur essendo ancora in buone condizioni fisiche, abbia deciso di scegliere una casa di riposo quale dimora della parte finale della sua vita. Si tratta, infatti, di un assistente di studio d’avvocatura, specializzato in cause civili, che non manca di intrigarlo e che, a Ferragosto, lo porterà verso una specie di resa dei conti, accompagnandolo in uno strano ritorno nella casa natale.
Ma sarà lui la persona più adatta a sciogliere l’enigma, o il mistero che dir si voglia, dell’orologio? Forse.
Di fatto sarà un viaggio senza risposte, in quanto demandate al giorno successivo al rientro. Purtroppo nella notte l’uomo morirà e la soluzione del caso, o meglio dei due casi, come si capirà leggendo, verrà a pesare sulle spalle del lettore.
Che altro annotare? Che ci troviamo di fronte a un’opera da un lato utile a lustrarsi gli occhi (la bravura del Vitali Giancarlo non ha, infatti, bisogno di essere ricordata) e, dall’altro, a mettere in moto i meccanismi della mente, in quanto il Vitali Andrea a sua volta si propone come un abile quanto raffinato affabulatore.