smALLchristmas

del 1 dicembre 2014 di Cinquesensi

cover smALLchrismas 209x300 smALLchristmasUn’antologia di racconti autobiografici e fantasticherie sulla festa più “familiare” dell’anno, scritti da persone comuni e note, dai 13 agli 80 anni. Alcuni estratti dei racconti pubblicati su smALLchristmas

Mamma Cencia e le comete
Francesca Alberoni, home economist
[…] Erano i Natale con mio padre, col quale passavamo anche buona parte dell’estate tra giochi di coraggio e indigestioni di nutella, fiabe stupende e gite zingaresche. Con lui in testa, infagottati e appena svegli, ci mettevamo tutti in fila indiana per scendere le scale fino alla sala dove troneggiava un profumato abete adornato di palline un po’ intere e un po’ rotte, e il più bel presepe che avessi mai visto, con scenari e colline di muschio vero e una cometa grande come un mio braccio.

Fuori quota
Claudio Bisio, attore
[…] Insomma, anche Moro, in qualche modo c’entra con l’avvenimento in questione. Natale 1978, appunto. La separazione dei miei genitori venne comunicata, a me e a mia sorella, all’inizio della primavera. […] Risultato immediato: mio padre uscì di casa. La mia reazione? Uscire di casa anch’io. Ma sì, il momento, diciamo così, sembrava propizio, tipo palla al balzo da prendere, considerando lo stato di smottamento della nostra famiglia.


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12 racconti per
ognuno di noi

del 13 novembre 2014 di Cinquesensi

L’introduzione al 13° titolo della collana iVitali

cover.Zodiac 215x300 12 racconti per <br>ognuno di noiIn Zodiac Andrea Vitali non parla di pianeti, non fa previsioni astrologiche, non è stregato dalla Luna, non traccia visionarie geometrie, angoli acuti e cuspidi impossibili, sul grande quaderno del nostro destino, non si sofferma a dedurre caratteri e temperamenti, interpretando, con cervellotica irrazionalità, i temi natali dei suoi personaggi, non indossa i panni di un affabulante ciarlatano che abbindola l’interlocutore, gettandogli addosso parole ispirate, né perde il sonno a tentare di instaurare un dialogo iniziatico con Orione. Ma neppure si schiera, con ironico, sarcastico dileggio, contro tutto ciò, come potrebbe far pensare un argomento del genere, affrontato da un autore di comprovata fede laica e positivista (del resto quella del medico è una professione che spesso va a braccetto col senso del finito).
Eppure, a modo suo (o meglio alla maniera di Vitali) l’autore, che ultimamente ci ha sorpresi con risultati letterari che sono usciti dal tracciato consueto della sua narrativa più acclamata, se n’esce con un’ennesima proposta che ribadisce questo momento di felicissima versatilità inventiva.
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Sulle ali del Barolo

del 23 settembre 2014 di Cinquesensi

In anteprima l’introduzione di Aldo Cazzullo alla pubblicazione Sulle ali del Barolo di Gianni Gagliardo

cover.Sulle ali del Barolo 221x300 Sulle ali del Barolo «C’è chi raccoglie sacchi di lattine vuote una a una tra i piedi della gente, chi gira con una bottiglia in una mano e un vassoio nell’altra, stracolmo di bicchierini di plastica, vendendo assaggi di distillato fatto in casa. Una birra per strada lì costa un real: mezzo euro. C’è chi fuma strano, chi balla, ma la maggior parte di questa gente non fa nulla: mi chiedo se sono felici e se si divertono. Il carnaio umano aumenta con l’avanzare della notte e all’una e mezza non ci si muove più! Ma quante persone ci saranno? I due chilometri quadrati di selciato che si estendono tra la grande piazza e le strade tutto intorno sono tutto un brulicare di gente e i locali sono strapieni…».
Al momento di partire per i Mondiali in Brasile, mi sono ricordato che in questo bel libro di Gianni Gagliardo c’è un capitolo dedicato al quartiere della movida di Rio, Lapa. (La mia personale memoria di viaggiatore mi fa venire in mente che “a lapa” a Palermo è invece l’Ape Piaggio, simbolo di un’Italia che quasi non esiste più). Fatto sta che sono stato a Lapa dopo aver letto il capitolo di Gagliardo, e in effetti ho ritrovato la stessa atmosfera che lui racconta: «All’uscita dalla discoteca si vedevano ancora masse di gente ovunque, ma i volti erano cambiati: ora più stanchi e con gli occhi lucidi. Minivan partivano per le varie direzioni della città carichi di ragazzi che l’indomani, sabato, sarebbero tornati qui, visto che non si lavora. Ragazzi semplici, belli e sereni: senza la macchina, senza le Hogan, senza un Bancomat. Penso che sono più avanti: a noi serviranno altri cinquant’anni per tornare dove stanno loro».
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AC.1 Il ritratto

del 10 settembre 2014 di Cinquesensi

AC.1 cover definitiva 253x300 AC.1 Il ritrattoUna pubblicazione con cadenza annuale è,
per sua natura, da conservare nella propria biblioteca. L’ambizione di Antinori Collection è di proporsi come uno strumento di cultura
e approfondimento territoriale al passo con la contemporaneità.

SOMMARIO AC.1

PIERO ANTINORI l’identità di un nome
PIERO ANTINORI the identity of a name
di Leonardo Castellucci
– Amerigo Antinori
– La grande mostra di Palazzo Strozzi | The magnificent exhibition at Palazzo Strozzi di Michele Tavola
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