Focu, focu, in chelu,
in terra e in d’onzi locu

del 11 gennaio 2012 di Cinquesensi

5362958773 9b4db3895a z 199x300 Focu, focu, in chelu,<br> in terra e in donzi locuNella notte tra il 16 e il 17 gennaio la Sardegna si metterà a danzare dando vita a una antichissima tradizione religiosa che la lega alla memoria di Sant’Antonio Abate, il fondatore del monachesimo cristiano.

La leggenda narra che il Sant’uomo, avendo forti aderenze spirituali con il Divino abbia invocato il fuoco a sciogliere i ghiacci che si erano impadroniti dell’isola e lo abbia fatto attraverso misteriosi rituali perfino apparentati con le sfere infernali. «Focu, focu, in chelu, in terra e in d’onzi locu», così il santo abate incitò il suo taumaturgico bastone, nel quale aveva convogliato tutto il calore possible, perchè ‘scaricasse’ lapilli e scintille (in dialetto ischintziddas) infuocate sui ghiacci per risolvere il delicato problema.
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Un tempo mi
voleva Bene

del 15 dicembre 2011 di Raethia Corsini

carla.patate1 199x300 Un tempo mi <br>voleva BeneÈ il suo sorriso, le parole che scrive, le idee di marketing che genera tra una riunione di amministrazione e una cena con amici chef blasonati, ad aver dato corpo e anima alla comunicazione d’azienda degli ultimi anni. È il suo rigoroso senso di dignità, quello trasmesso da nonna Agnese Rossetti – femminista ante litteram e giornalista acuta – una vivace immaginazione ereditata dal padre e una nascosta attitudine a stare sulla scena – ambizione sopita ma non dimenticata – che rendono Carla Latini una donna “fatta di ottima pasta”.
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Gli Inzuppati.
Cinque cuochi per una Gazza

del 13 dicembre 2011 di Raethia Corsini

Roma, quartiere Testaccio, mercato di frutta, verdura, frattaglie & varie.

ATTO I – Angolo 1gg Gli Inzuppati. <br>Cinque cuochi per una Gazza

«Signorì che se magna qui? Ma che è la pubblicità per un novo ristorante?»
«Oh ragazzo! Che zuppa stai a fa’?»
«Zuppa di quinto quarto»
«Ah bbellomio, ma quello non è quinto quarto. Aho semo romani de frattaje ne capimo…mi’ madre ne capisce! Ma quanno è pronta ‘sta zuppetta?»

Dopo venti minuti di borbottii all’orecchio, di critiche del popolo affamato, di impazienza tipica di chi “se magna gratis abbuffamose”, il “ragazzo” ai fornelli – affiancato dal suo “secondo” che è giapponese, ma talmente ben mescolato all’ambiente che pare più nostrano di tutti – si gira verso il pubblico e dissimulando un pizzico di stizza sbotta:  «OH! OH! Volete aspettare un momento! Più aspettate più viene buona!». Poi fa appello al suo sense of humor e sfida il più testardo tra il pubblico, quello che non molla sulla discussione del quinto quarto e gli dice: «Lei non lo servo, parto dal fondo!». «Anvedi sti’ artisti» replica il tipo. Si ride.
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In segno
d’amicizia

del 11 dicembre 2011 di Cinquesensi

Pubblichiamo la testimonianza di Franco Zeffirelli sul San Pietro e, in particolare,
sul Sognatore di Positano, ovvero Carlino Cinque.

Il testo apre il libro edito da Cinquesensi.

carlino.cinque In segno <br>damicizia

Carlo Cinque con gli inseparabili cani

Ho smesso da tempo di provare malinconia per i tempi andati, per quanto vissuti. Dopo aver perso tanti amici e parenti, ho imparato a vivere quello che ci viene consegnato dal destino in quel momento, a godermelo senza dover rimpiangere nulla. Ho conosciuto Positano negli anni Sessanta, ospite di cari amici in una casa stupenda. E da quel momento ho trascorso molte stagioni lì, non solo estati.

Il San Pietro era la mia seconda casa, una l’avevo comprata.


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