La Schiacciata con l’Uva,
figlia della vendemmia

del 26 agosto 2011 di Francesco Sodi

Vigneti 300x176 La Schiacciata con l’Uva,<br> figlia della vendemmiaReperto alimentare di un tempo in cui il concetto di gusto e di cultura del cibo era strettamente legato (se non condizionato) all’imperativa legge di dover fare di necessità virtù. Figlio dell’indigenza del popolo minuto, quello che in età feudale stentava a nutrirsi, estromesso com’era dalla catena nutrizionale di feudatari, vassalli, valvassori e accoliti oppure già al tempo abitudine alimentare che arrivava da un’età ancora più remota?
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Le paure del giovane
Cracco

del 25 agosto 2011 di Raethia Corsini

Sfida e velocità: Carlo Cracco è questo.

La sua storia lo racconta: «Quando ho iniziato io l’alberghiera, alla fine degli anni Settanta, il cuoco lo faceva l’ultimo degli sfigati, oggi mi prendo la rivincita.

Conta quello che sei ora. Le paure del giovane <br>Cracco

Non serve a nulla quello che eri e che hai fatto.

Serve come percorso, per crescere e capire dove vuoi andare, ma non è che se hai avuto successo una volta ce l’avrai per sempre. Il punto è continuare ad averlo. Oggi posso essere un bravissimo cuoco e domani non esserlo più.

Per questo vado veloce e guardo avanti.

E anche per un’altra ragione: ho paura di non essere bravo, se arrivo prima posso correggere gli errori sperando che nessuno se ne accorga».


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Esprimi
un desiderio Romito

del 7 agosto 2011 di Raethia Corsini

Il 10 agosto, San Lorenzo, la notte tutti guardano verso il cielo in attesa di una stella cadente, pronti con un desiderio in pugno da lanciare verso l’alto. Ho sentito dire che si avverano solo quelli per cui si è pronti a battersi, a non risparmiarsi. Un po’ come in questa storia.

 Esprimi<br>un desiderio RomitoEsco per andare a bere una birra al bar di un amico. Arrivo da lui, stanco morto. Lo saluto e mi dice:  «devo farti vedere un posto pazzesco a Castel di Sangro ». Era l’agosto del 2007, faceva molto caldo e c’era la luna piena. Bevo la birra ghiacciata e poi saliamo in auto per andare alla scoperta del misterioso sito. Arriviamo. È tutto chiuso e recintato. Scavalchiamo la proprietà. È buio pesto e sono le due di notte. Settecento metri di strada sterrata e alla fine tra i cespugli sbuca una torre: la luna la illumina e intuisco anche un giardino e un edificio grande. Uno spazio abbandonato e isolato, ma collegato benissimo con il paese. Il giorno dopo ci torno con il sole e perfeziono il quadro. C’è molto da rifare e non sarà facile né breve, però m’innamoro. Chiamo il custode e chiedo informazioni. Scopro che i proprietari sono avvocati di Castel di Sangro, ma vivono a Chicago. Il custode mi fa visitare l’edificio. Impazzisco dall’entusiasmo. Torno a casa, chiamo il mio avvocato, racconto la faccenda e scopro che la settimana dopo lui deve andare a Chicago. Rintracciamo i proprietari in terra americana e partiamo insieme per iniziare una trattativa.


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Suoni salgono
verso il firmamento

del 4 agosto 2011 di Cinquesensi

sanGalgano Suoni salgono <br>verso il firmamento
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