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Dato il mortal sospiro

Dato il mortal sospiro

AUTORE: Andrea Vitali, Giancarlo Vitali

Il presente titolo è concepito anche come supporto editoriale alla mostra “Mortality with Vitali: Father & Son” curata da Peter Greenaway che si terrà nella Casa del Manzoni dal 5 luglio al 24 settembre 2017.

16,50 

18° titolo dalla collana iVitali: Dato il mortal sospiro

iVitali sono due. Andrea Vitali è uno scrittore di grandissimo successo. Giancarlo Vitali è un pittore di fama consolidata.
Insieme hanno dato vita a una collana di libri d’artista che si presentano con il coraggio dell’amicizia, del diletto e dell’intelligenza. Una collana di narrativa illustrata dunque che nasce nello spontaneo disinteresse di un rapporto umano e artistico fra due uomini e che per questo si costruisce sulla speranza della verità. La collana, che è giunta al suo 18° titolo, ha via via assunto i connotati di un piccolo fenomeno editoriale.

Un’ennesima originale prova narrativa di Andrea Vitali che, in occasione della mostra GIANCARLO VITALI. TIME OUT, la grande celebrazione antologica dedicata al Maestro Giancarlo Vitali a Milano (nelle 4 sedi di Palazzo Reale, Castello Sforzesco, Casa del Manzoni e Museo di Storia Naturale di Milano dal 5 luglio al 24 settembre 2017) reinventa e interpreta, in toni divertiti e in un linguaggio aulico e molto abile, una rilettura della vita e della morte del grande creatore dei Promessi Sposi facendo anche riferimento ad una semisconosciuta biografia che il letterato Balbiani dedicò al Manzoni.
Il risultato è un lungo racconto fra realtà storica e invenzione letteraria di godibilissima e talvolta illuminate lettura. Il racconto è stato illustrato da una scelta selezione di disegni e tecniche miste su carta che il Maestro Giancarlo Vitali pubblicò alcuni anni orsono nel noto catalogo Cartella Clinica.

Introduzione di Leonardo Castellucci: L’insostenibile pesantezza della paura

Devi essere uno di loro per cogliere il senso di quel dolore, poi di quella paura e infine dell’abbandono al destino che t’è stato riservato. Se sei con loro nella trincea di una corsia d’ospedale il motivo è palese: sei malato, una condizione che ha il potere di farti ripiegare nell’angoscia di un incerto futuro. Sradicato dalle tue abitudini, obbligato a una forzata solitudine, impedito nell’autonomia e nella libertà.
Ma devi essere uno di loro ed essere toccato dal dio delle arti per raggiungere un risultato del genere. Allora diventi un terzo occhio che riesce a prendere carta e matite e a uscire dal proprio problema e a guardare oltre, dentro, altrove, disegnando la verità che hai davanti, non edulcorando nessun contesto, non addolcendo alcun passaggio, ma semmai individuando, fra le pieghe di quegli sguardi furtivi, di quei sospiri d’angoscia, di quelle posture abbandonate, qualcosa che assomiglia a una paradossale bellezza.
In questo reportage di ‘fermo immagini dell’anima’, che non lasciano scampo alla speranza, il pittore/paziente Giancarlo Vitali, al tempo in cui (2005) fu un ricoverato e un convalescente fra i tanti dopo un importante intervento chirurgico, trova la via della propria salvezza nel farsi geniale portavoce di chi voce non ha. La voce assordante di urla mute di uomini sdraiati sui loro sudari che guardano un soffitto senza stelle; voce che si fa straziata davanti alla sofferenza fisica e che diventa perfino acida e provocatoria, nei momenti in cui si riesce a percepire la vita come paradigma uguale per ognuno, quello che ci mette davanti all’ineluttabilità della nostra personale caducità.

Introduzione di Mauro Novelli a Dato il mortal sospiro: Quantunque Balbiani

Per capirlo, basta assaggiarne qualche pagina: fra gli scrittori italiani di oggi Andrea Vitali è il più sornione. Ora ti accorgi che sorride dietro le quinte, mentre in scena le sue marionette bisticciano, ora lo vedi comparire all’improvviso per fulminarle con un aggettivo, ora ne gusti i ragguagli imperturbabili su vicende spassose. È una maniera che ha sedotto milioni di lettori, asciutta e saporita come i missoltini che si pescano dalle sue parti.
Questo libro, diciamolo subito, non fa eccezione. Vitali è sornione come al solito. Stavolta però sceglie un’altra strada e un altro stile, in vista di un incontro inevitabile non solo per urgenze geografiche, ma anche in omaggio allo stuolo di perpetue, sacerdoti pasticcioni, azzeccagarbugli, avanzi d’osteria, giovanotti impulsivi, malvagi di mezza tacca arruolati nei suoi romanzi. Per appropinquarsi a Manzoni sceglie dunque di imitarlo e travestirsi da «umile servo» alle prese con un’opera da riscrivere. Ma se il manoscritto «dilavato e graffiato» dell’Anonimo secentesco che aveva raccolto la storia di Renzo e Lucia è un’invenzione, qui il libro esiste eccome, e si deve a un altro bellanese, quell’Antonio Balbiani autore di un volume su Alessandro Manzoni e i suoi scritti, ma anche di un corposo manuale pratico – Il vero tesoro delle campagne, ossia I segreti più preziosi dell’agricoltura – che l’autore dei Promessi Sposi, grande appassionato di botanica, avrebbe certo sfogliato con curiosità.

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DICONO DI NOI

LA PROVINCIA DI LECCO – I Vitali insieme per Don Lisander

dimensioni

16,5 x 24 cm

uscita

luglio 2017

ISBN

978-88-99876-09-8

confezione

brossura

pagine

96

Illustrazioni

Giancarlo Vitali

collana

iVitali