Focu, focu, in chelu,
in terra e in d’onzi locu

del 11 gennaio 2012 di Cinquesensi

5362958773 9b4db3895a z 199x300 Focu, focu, in chelu,<br> in terra e in donzi locuNella notte tra il 16 e il 17 gennaio la Sardegna si metterà a danzare dando vita a una antichissima tradizione religiosa che la lega alla memoria di Sant’Antonio Abate, il fondatore del monachesimo cristiano.

La leggenda narra che il Sant’uomo, avendo forti aderenze spirituali con il Divino abbia invocato il fuoco a sciogliere i ghiacci che si erano impadroniti dell’isola e lo abbia fatto attraverso misteriosi rituali perfino apparentati con le sfere infernali. «Focu, focu, in chelu, in terra e in d’onzi locu», così il santo abate incitò il suo taumaturgico bastone, nel quale aveva convogliato tutto il calore possible, perchè ‘scaricasse’ lapilli e scintille (in dialetto ischintziddas) infuocate sui ghiacci per risolvere il delicato problema.
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In segno
d’amicizia

del 11 dicembre 2011 di Cinquesensi

Pubblichiamo la testimonianza di Franco Zeffirelli sul San Pietro e, in particolare,
sul Sognatore di Positano, ovvero Carlino Cinque.

Il testo apre il libro edito da Cinquesensi.

carlino.cinque In segno <br>damicizia

Carlo Cinque con gli inseparabili cani

Ho smesso da tempo di provare malinconia per i tempi andati, per quanto vissuti. Dopo aver perso tanti amici e parenti, ho imparato a vivere quello che ci viene consegnato dal destino in quel momento, a godermelo senza dover rimpiangere nulla. Ho conosciuto Positano negli anni Sessanta, ospite di cari amici in una casa stupenda. E da quel momento ho trascorso molte stagioni lì, non solo estati.

Il San Pietro era la mia seconda casa, una l’avevo comprata.


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Napoli Film Festival
e i Castelli d’Irpinia

del 14 ottobre 2011 di Francesco Paciello

Che sia classificata come settima o ottava arte, la fotografia è una chiave importante della creatività umana.

Ogni immagine, fissato l’attimo, evonapoli film festival 300x90 Napoli Film Festival<br> e i Castelli d’Irpiniaca un’emozione che l’autore cerca di conservare provando a restituire quel tempo breve disegnato dalla luce.

 

Poi c’è il percorso, o meglio il viaggio emotivo che l’immagine, attraverso un linguaggio codificato, narra e interpreta e che infine consegna a chi ascolta e legge stimolando ogni possibile corda del suo immaginario.
E cosi tratti, segni, ombre e colori si trasformano in viva materia, un lessico da coniugare.
La rassegna cinematografica Napoli Film Festival, alla sua tredicesima edizione, celebra con affetto mamma fotografia, riconoscendo ad essa la sua genesi, pur ammettendone la diversità comunicativa  ed espressiva.
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Biblioteca Nazionale
di Napoli, all’amica risanata

del 3 ottobre 2011 di Francesco Paciello

biblo3 215x300 Biblioteca Nazionale<br> di Napoli, allamica risanata

Sono durati meno di un anno i lavori di restauro alla Biblioteca Nazionale di Napoli che, come è noto, è ospitata dall’unità d’Italia nell’ala sud-ovest di Palazzo Reale.

Permettetemi un pizzico d’orgoglio poiché coi tempi che corrono dalle nostre parti è quasi un miracolo. Un tempo record in cui sono stati risistemati lo scalone monumentale, gli affreschi e i decori della poderosa Sala Rari. Restaurati anche gli ambienti di alcune storiche sale che custodiscono eccezionali rarità come i manoscritti purpurei (due delle venti pergamene esistenti al mondo intrise di porpora come gli abiti dei cardinali) e alcuni dei papiri rinvenuti agli scavi di Ercolano. Come è giusto che fosse e nello stile a cui oramai ci ha abituato il Direttore Mauro Giancaspro si è festeggiato.
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