Una flotta in Sardegna

del 20 maggio 2011 di Cinquesensi

isola che danza   sardegna nuovo Una flotta in SardegnaHanno nomi – “Dimonios” e “Scintu”- che evocano la Brigata Sassari le due navi della Saremar che salperanno dal Golfo degli Aranci ed approda a Civitavecchia.

Per espressa volontà della Giunta regionale e per contrastare il caro-traghetti dalla Sardegna verso l’Italia la compagnia di navigazione sarda che garantirà i collegamenti.
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Tutto ebbe inizio a Fonterutoli

del 20 maggio 2011 di Cinquesensi

Notaio3 Tutto ebbe inizio a Fonterutoli“E de’ dare, a dì 16 dicembre (1398), fiorini 3 soldi 26 denari 8 a Piero Tino Riccio, per barili 6 di vino di Chianti; … li detti paghiamo per lettera di Ser Lapo Mazzei.”

Al chiudersi del Trecento un Mazzei stimato e influente, Ser Lapo. Notaio della Signoria fiorentina, fine mente speculativa e grande esperto di vigna, acquistava vino del Chianti. Poi destino volle che una sua nipote, Madonna Smeralda, andata in sposa a Piero di Agnolo da Fonterutoli, portasse in dote alla famiglia la proprietà del consorte e da quel momento i Mazzei, già da lungo tempo produttori di vino a Carmignano, loro terra d’origine, il Chianti non ebbero più bisogno di comprarlo.

E dopo tanti secoli i Mazzei di oggi sono saldamente presenti all’borgo fonterutoli view2 1 300x201 Tutto ebbe inizio a Fonterutoliappello, qui, a Fonterutoli, l’antica Fons Rutolae, che già prima del Mille era un punto di sosta per i viaggiatori e che fu un castello fiorentino nella lunga contesa fra Firenze e Siena. Nel borgo, che si trova nei pressi di Castellina in Chianti, la famiglia svolge un’attività imprenditoriale sorretta da quel solido orgoglio di essere i depositari di importanti memorie della storia di Firenze e del Chianti.


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Capo Santa Chiara.
Il Ristorante in mare

del 18 maggio 2011 di Cinquesensi

interno 300x199 Capo Santa Chiara.<br>Il Ristorante in mareDa sempre a Boccadasse i pescatori mettono in acqua le barche ed escono a pescare, e poi si aiutano a tirare a secco le imbarcazioni. Un rito secolare che si ripete giorno dopo giorno con rara autenticità. Le case pastello, attaccate le une alle altre, gli anziani che rammendano le reti parlando genovese tra di loro, i bambini che giocano in spiaggia, sovrastati dal castello Türcke, costruito nel 1903 su progetto di Gino Coppedè. È un pezzo di Liguria immutata, un borgo nel cuore di Genova. Si raggiunge lungo la passeggiata di Corso Italia e all’arrivo si stenta a credere che quell’incanto sia vero: un angolo custodito gelosamente segreto, come solo i genovesi sanno fare della loro amatissima città.
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I “Sassi” di Castellina

del 12 maggio 2011 di Francesco Sodi

Colli alti, quelli di Castellina. Colli aperti, boschivi, a declinare su oliveti e fitte vigne ma in qualche frangente anche inaspettatamente petrosi, quando, nel tratto della strada provinciale che da San Donato porta a Castellina la geologia prende il sopravvento sulla flora, i boschi si dirandano, i vigneti appaiono più lontani e saltano fuori grandi pietre a spicciolo che per qualche chilometro ci immergono in un paesaggio diverso, arcaico, poco antropizzato, imparabilmente suggestivo. Siamo nel territorio dei “sassi” di Castellina, un’area ridotta ma immensamente importante proprio perché, rimasta in parte avulsa dalla coltivazione e dalla proiezione costruttiva,  segno tangibile di come fossero queste colline prima della rinascita dell’agricoltura e della proiezione imprenditoriale vitivinicola.

Vigneto Fonterutoli I Sassi di Castellina

Vigneti a Fonterutoli


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