Gli Inzuppati.
Cinque cuochi per una Gazza

del 13 dicembre 2011 di Raethia Corsini

Roma, quartiere Testaccio, mercato di frutta, verdura, frattaglie & varie.

ATTO I – Angolo 1gg Gli Inzuppati. <br>Cinque cuochi per una Gazza

«Signorì che se magna qui? Ma che è la pubblicità per un novo ristorante?»
«Oh ragazzo! Che zuppa stai a fa’?»
«Zuppa di quinto quarto»
«Ah bbellomio, ma quello non è quinto quarto. Aho semo romani de frattaje ne capimo…mi’ madre ne capisce! Ma quanno è pronta ‘sta zuppetta?»

Dopo venti minuti di borbottii all’orecchio, di critiche del popolo affamato, di impazienza tipica di chi “se magna gratis abbuffamose”, il “ragazzo” ai fornelli – affiancato dal suo “secondo” che è giapponese, ma talmente ben mescolato all’ambiente che pare più nostrano di tutti – si gira verso il pubblico e dissimulando un pizzico di stizza sbotta:  «OH! OH! Volete aspettare un momento! Più aspettate più viene buona!». Poi fa appello al suo sense of humor e sfida il più testardo tra il pubblico, quello che non molla sulla discussione del quinto quarto e gli dice: «Lei non lo servo, parto dal fondo!». «Anvedi sti’ artisti» replica il tipo. Si ride.
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I toni caldi delle
terre di Siena

del 14 novembre 2011 di Cinquesensi

Nella seconda passeggiata l’architetto AgnesAgnese Mazzei 2 150x150 I toni caldi delle <br>terre di Sienae Mazzei ci racconta la sua filosofia di intervento a Fonterutoli. E la sua ‘mano’ creativa, ch’è partita dal bisogno imprescindibile di entrare in relazione con i colori del  territorio.

 

6191577260 e58a63f1d3 b 300x200 I toni caldi delle <br>terre di SienaCompito non facile per un architetto quello di intervenire sul passato con proiezioni sul futuro. Si devono rendere compatibili linguaggi diversi, farli interagire per giungere a un risultato che sia condiviso e convincente.
È una scommessa che r
ichiede mano delicata e forse qualche rinuncia alla libertà creativa. Insomma si deve giocare sul difficile tavolo del compromesso (inteso nella sua accezione migliore) e soppesare ogni scelta ‘nuova’ perché sia ben accetta da ciò che già c’è da tanto tempo ed esige il diritto di condurre il gioco.
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Passeggiate con
Agnese Mazzei

del 7 ottobre 2011 di Cinquesensi

Il clima autentico, la veracità del luogo e dell’architettura. Un’atmosfera che non è andata perduta anche grazie all’impegno profuso dalla famiglia Mazzei.
In una serie di passeggiate, Agnese Mazzei racconta la “sua” Fonterutoli.

fonterutoli paese strada romana 2 3026642808 300x237 Passeggiate con <br>Agnese Mazzei

Per me Fonterutoli è il luogo della conciliazione. È il luogo dove mi rivedo bambina a giocare con i miei compagni di allora, con i miei fratelli. È un luogo che mi rassicura e in cui mi riconnetto con il tempo di un buon vivere. Si, devo ringraziare mio padre e chi prima di lui ha profuso sforzi economici ingenti per non trascurare questo gioiello di antiche pietre, anche quando il Chianti non era così à la page.
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Un borgo
di tante famiglie

del 7 ottobre 2011 di Cinquesensi

Agnese Mazzei 2 224x300 Un borgo <br> di tante famiglieIl castello borgo di Fonterutoli raccontato da Agnese Mazzei, architetto ma anche figlia di questo luogo.

Quintogenita del Marchese Lapo nonché discendente di una famiglia fiorentina che, pur implicata nei secoli in attività commerciali, imprenditoriali, istituzionali, culturali a Firenze e in altre parti d’Italia e del mondo ha sempre avuto come riferimento privato, come luogo identitario, come dimensione dell’anima questo raccolto borgo sorto proprio nella zona nevralgica del Chianti storico, dove gli Etruschi ebbero dimora e poi i romani e che nel Medioevo fu al centro delle secolari guerre fra Siena e Firenze, le due città rivali che si arrogarono il diritto di giurisdizione su queste terre.
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