Dolce, dolcemente Pisa
del 30 luglio 2011 di Cinquesensi
Tornerà l’Autunno. C’è chi lo ama per la tavolozza di colori della natura; chi lo detesta perché detesta maglioni e soprabiti; chi lo scongiura come si fa con le iatture perché, con le giornate più avare di luce e le foglie cadenti, mette tristezza. Invece basterebbe entrarci dolcemente, accomodarcisi dentro e lasciarsi portare.
Per esempio a Pisa dall’1 al 2 ottobre per iniziare l’autunno tuffandosi nel “dolce oblio e conforto culinario” che fa gola a grandi e piccini e che (al diavolo la bilancia!) tanto aiuta l’umore:
cioccolato, creme, torte, babà, crostate, ogni ben divino che l’arte pasticcera possa sfornare.
Il Palio dell’Assunta
del 29 luglio 2011 di CinquesensiOgni anno il 2 di Luglio e il 16 agosto la scenografica Passeggiata storica della Palio di Siena, con i suoi oltre 600 figuranti, si avvia da piazza del Duomo per giungere a quella Del Campo, introducendo la più appassionante corsa di cavalli al mondo.
Il secondo Palio dell’anno, pur essendo storicamente più recente di quello del 2 luglio, è, se possibile, ancora più sentito dai senesi.
Dal 13 agosto iniziano i preparativi. Il giorno della Tratta vengono estratti a sorte i cavalli da assegnare alle contrade partecipanti. Il clima si fa elettrico, le strategie per aggiudicarsi il cavallo migliore e il fantino più abile accendono gli animi fino al limite dell’illecito. E la passione sale giorno dopo giorno come in un imparabile possessione che si impadronisce dei cittadini.
L’Allegoria di una vittoria
del 25 luglio 2011 di Cinquesensi
La raffigurazione di un trionfo e di una gloria. Entrambi celebrano e osannano la figura di Cosimo I de’ Medici, colui che con la forza delle armi e della strategia sconfisse ogni rivale assestandosi al vertice di un potere destinato ad avere una lunga fortuna in Toscana. E l’eco di queste numerose vittorie andava lasciato a imperitura memoria.
Cosimo incaricò Giorgio Vasari, il suo pittore di corte, certo più valente nelle vesti di architetto e di scrittore d’arte, di illustrare, sulle pareti e il soffitto del grandioso salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio o della Signoria, per essere più filologici, la rappresentazione dei trionfi in battaglia delle truppe fiorentine.
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