Focu, focu, in chelu,
in terra e in d’onzi locu
del 11 gennaio 2012 di Cinquesensi
Nella notte tra il 16 e il 17 gennaio la Sardegna si metterà a danzare dando vita a una antichissima tradizione religiosa che la lega alla memoria di Sant’Antonio Abate, il fondatore del monachesimo cristiano.
La leggenda narra che il Sant’uomo, avendo forti aderenze spirituali con il Divino abbia invocato il fuoco a sciogliere i ghiacci che si erano impadroniti dell’isola e lo abbia fatto attraverso misteriosi rituali perfino apparentati con le sfere infernali. «Focu, focu, in chelu, in terra e in d’onzi locu», così il santo abate incitò il suo taumaturgico bastone, nel quale aveva convogliato tutto il calore possible, perchè ‘scaricasse’ lapilli e scintille (in dialetto ischintziddas) infuocate sui ghiacci per risolvere il delicato problema.
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