Basilicata coast to coast

del 16 febbraio 2011 di Cinquesensi

In occasione della BIT, venerdì 18 febbraio alle ore 11,00 nel corso dell’evento BASILICATA L’HAI VISTA MAI?, La Regione Basilicata presenterà il nostro volume Viaggio in Basilicata, una guida gourmArt che si legge come un libro, di Annateresa Rondinella e Antonio Riviello.

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Verità, forma, materia

del 8 ottobre 2010 di Cinquesensi

Intervento di Gualtiero Marchesi in occasione della tavola rotonda “Ridare valore al cibo per uno sviluppo sostenibile della filiera” organizzata da Fipe in occasione di Ristorando alle Stelline di Milano venerdì 8 ottobre 2010

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Ridare valore al cibo: sacrosanto!

Anche se preferisco togliere il suffisso ri per non fare di ogni erba un fascio e per non credere che la questione dipenda da altri e non ci impegni, tutti, in prima persona.

Dare valore al cibo coinvolge la memoria e il presente. Chi ha memoria ha anche un futuro da costruire, giorno per giorno. E per costruire non basta un progetto, ma occorre dare a questo un senso etico: la casa dovrebbe essere tanto robusta quanto bella. Buona da starci e bella da vedere.

Da tempo, ripeto e mi ripeto che la forma è materia e che tra questa e quella c’è la verità.
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Alta formazione, istruzione per l’uso

del 9 settembre 2010 di Cinquesensi

malaze Alta formazione, istruzione per l’usoA Villa Eubea, in occasione del Malazè 2010, altro che provocazioni. Siamo infatti passati dalle suggestioni vulcaniche alla reale pratica professionale con fior di docenti che, a prescindere dai loro voluminosi curriculum, hanno confermato in campo (cucina) come sia possibile applicare stili e  filosofie di preparazione, incrociando creatività, prodotti, concretezza professionale ed umiltà .

Jamme bèlle(diamoci una mossa), organizzato con la collaborazione della Chic (Charming italian chef), è stata una due giorni di alta formazione di cucina che ha coinvolto una dozzina di professionisti, giovani e meno, della scuola culinaria flegrea. Quattro chiacchiere con i “corsisti” hanno immediatamente fatto emergere l’aspetto fortemente empatico e sinergico del metodo, che non connota ma amalgama. Un sincretismo professionale che ha arricchito tutti, sfumando i ruoli e contaminando le esperienze.

Agostino Petrosino, nocerino doc ed  apprezzato docente dell’ALMA di Gualtiero Marchesi, li ha seguiti sino al termine del saggio/degustazione che, in cinque portate, ha documentato con quanta armonia si sposino i prodotti dei Campi Flegrei con le tecniche più creative del haute cousine.
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Carmine Abate: Vivere per addizione e altri viaggi

del 8 giugno 2010 di Naike

abate Carmine Abate: Vivere per addizione e altri viaggi“Se per i tedeschi continuavo a essere uno straniero; per gli altri stranieri un italiano; per gli italiani, un meridionale o terrone; per i meridionali, un calabrese; per i calabresi, un albanese o “ghieggiu”, come loro chiamano gli arbëreshë; per gli arbëreshë, un germanese o un trentino; per i germanesi e i trentini, uno sradicato, io per me ero semplicemente io, una sintesi di tutte quelle definizioni, una persona che viveva in più culture e con più lingue, per nulla sradicato, anzi con più radici, anche se le più giovani non erano ancora affondate nel terreno ma volanti nell’aria.”

Cercare di attribuire un luogo di appartenenza a Carmine Abate è pressoché impossibile. Nato a Carfizzi, in Calabria, dove ha trascorso la sua infanzia, Abate è stato uno dei tanti figli dell’immigrazione nell’Italia degli anni ‘80 . Dopo la laurea all’Università di Bari si trasferisce ad Amburgo dove il padre era emigrato, ed è lì che i suoi personaggi cominciarono a prendere forma. Oggi Abate vive nel Trentino, dove continua a scrivere libri di successo oltre che a insegnare Italiano.

Seppur non gli si possa attribuire un luogo d’appartenenza, ciò è possibile per i suoi personaggi. Il successo dei suoi libri è da ricercare proprio nelle sue origini, negli Arbëreshë. Le comunità Arbëreshë sono poco più di cinquanta in Sud Italia, per un totale di circa 100.000 abitanti, e Carfizzi è una di queste. La loro è una storia lunga oltre cinquecento anni, la storia di una popolazione di origine albanese, che nel corso dei secoli è riuscita a conservare la propria identità culturale.

Storie di intolleranza e di emarginazione, ma anche storie di speranza e voglia di evadere da una classificazione che sta stretta se data da chi non sa comprendere. Perché gli Arbëreshë non sono albanesi ma non sono nemmeno italiani. Sono Arbëreshë e basta. Riuscire a far comprendere l’identità culturale di questo popolo, che eppure è fortemente radicata, non è cosa semplice. Tuttavia Abate, con le sue storie e i suoi personaggi,  riesce a trasmettercela così bene che, alla fine della lettura del suo libro, sembra quasi di conoscerla quella lingua, come sembra quasi di sentirli quegli odori e quei sapori.

Vivere per addizione e altri viaggi è il suo ultimo libro. Diciotto racconti narrati in prima persona che hanno l’umore di un non dichiarato riferimento autobiografico. Uno scrittura semplice e scorrevole, forte e diretta, che ci porta dritti nel racconto, senza compiacimenti letterari. Vivere per addizione, mettendo tutto insieme, tutto in una sola valigia, tutte le lingue, le culture, le usanze, i luoghi e le esperienze.

Mercoledì 9 Giugno alle ore 20.30 Carmine Abate sarà presente alla presentazione di Raffaele Taddeo di Vivere per addizione e altri viaggi presso la Casa della Cultura in via Borgogna, 3 – Bovisa (MI). Accompagnerà la serata Francesco Mazza cantante arbëreshë. Ingresso libero.

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