Con l’acqua alla gola

del 2 ottobre 2010 di Cinquesensi

acqua 190x300 Con lacqua alla golaNel 2006 l’Onu parlava di crisi mondiale dell’acqua. Dopo quattro anni le cose non sembrano migliorate. L’acqua oggi manca, scarseggia, si spreca, si inquina, ma non è quasi mai la mancanza della risorsa a impedire l’accesso a diritti fondamentali come l’acqua potabile e i servizi igienici. È invece la possibilità o meno di spendere per avere il bene primario per eccellenza. Una situazione che, secondo Claudio Jampaglia ed Emilio Molinari, autori del libro Salvare l’acqua appena uscito in libreria, edizioni Serie Bianca Feltrinelli,  è destinata a peggiorare perché il sistema mercato si sta impossessando della principale fonte di sostentamento umana.
continua a leggere »

Share

Carmine Abate: Vivere per addizione e altri viaggi

del 8 giugno 2010 di Naike

abate Carmine Abate: Vivere per addizione e altri viaggi“Se per i tedeschi continuavo a essere uno straniero; per gli altri stranieri un italiano; per gli italiani, un meridionale o terrone; per i meridionali, un calabrese; per i calabresi, un albanese o “ghieggiu”, come loro chiamano gli arbëreshë; per gli arbëreshë, un germanese o un trentino; per i germanesi e i trentini, uno sradicato, io per me ero semplicemente io, una sintesi di tutte quelle definizioni, una persona che viveva in più culture e con più lingue, per nulla sradicato, anzi con più radici, anche se le più giovani non erano ancora affondate nel terreno ma volanti nell’aria.”

Cercare di attribuire un luogo di appartenenza a Carmine Abate è pressoché impossibile. Nato a Carfizzi, in Calabria, dove ha trascorso la sua infanzia, Abate è stato uno dei tanti figli dell’immigrazione nell’Italia degli anni ‘80 . Dopo la laurea all’Università di Bari si trasferisce ad Amburgo dove il padre era emigrato, ed è lì che i suoi personaggi cominciarono a prendere forma. Oggi Abate vive nel Trentino, dove continua a scrivere libri di successo oltre che a insegnare Italiano.

Seppur non gli si possa attribuire un luogo d’appartenenza, ciò è possibile per i suoi personaggi. Il successo dei suoi libri è da ricercare proprio nelle sue origini, negli Arbëreshë. Le comunità Arbëreshë sono poco più di cinquanta in Sud Italia, per un totale di circa 100.000 abitanti, e Carfizzi è una di queste. La loro è una storia lunga oltre cinquecento anni, la storia di una popolazione di origine albanese, che nel corso dei secoli è riuscita a conservare la propria identità culturale.

Storie di intolleranza e di emarginazione, ma anche storie di speranza e voglia di evadere da una classificazione che sta stretta se data da chi non sa comprendere. Perché gli Arbëreshë non sono albanesi ma non sono nemmeno italiani. Sono Arbëreshë e basta. Riuscire a far comprendere l’identità culturale di questo popolo, che eppure è fortemente radicata, non è cosa semplice. Tuttavia Abate, con le sue storie e i suoi personaggi,  riesce a trasmettercela così bene che, alla fine della lettura del suo libro, sembra quasi di conoscerla quella lingua, come sembra quasi di sentirli quegli odori e quei sapori.

Vivere per addizione e altri viaggi è il suo ultimo libro. Diciotto racconti narrati in prima persona che hanno l’umore di un non dichiarato riferimento autobiografico. Uno scrittura semplice e scorrevole, forte e diretta, che ci porta dritti nel racconto, senza compiacimenti letterari. Vivere per addizione, mettendo tutto insieme, tutto in una sola valigia, tutte le lingue, le culture, le usanze, i luoghi e le esperienze.

Mercoledì 9 Giugno alle ore 20.30 Carmine Abate sarà presente alla presentazione di Raffaele Taddeo di Vivere per addizione e altri viaggi presso la Casa della Cultura in via Borgogna, 3 – Bovisa (MI). Accompagnerà la serata Francesco Mazza cantante arbëreshë. Ingresso libero.

Partecipa all’evento su Facebook

Share

La Dieta Flachi. Dimagrire in 5 tappe rispettando il gusto italiano.

del 2 giugno 2010 di Naike

flachi La Dieta Flachi. Dimagrire in 5 tappe rispettando il gusto italiano.Nelle abitudini di molti italiani essere a dieta equivale spesso a mangiare poco o nulla e pertanto a sottoporsi a uno sforzo  intenso e pericoloso dopo le festività o prima dell’estate. Niente di più sbagliato. La dieta non è, come molti credono, un regime alimentare rigido e restrittivo, fatto di menù ipocalorici e monotoni e per questo faticoso da rispettare.

Seguire una dieta significa rispettare un’abitudine alimentare corretta ed equilibrata, in linea con il nostro corpo, con i nostri ritmi di vita e con i nostri gusti. E’ questo il segreto de La Dieta Flachi. Dimagrire in 5 tappe rispettando il gusto italiano. L’autrice, Evelina Flachi, già nota al grande pubblico per le sue frequenti partecipazioni a La Prova del Cuoco e Uno Mattina, e per le sue rubriche su Donna Moderna, Starbene e Donna in forma, è una stimata nutrizionista direttrice del proprio poliambulatorio Slim Line a Milano.

Quella della Flachi è una dieta innovativa, che non impone privazioni, in grado di conciliare il benessere con il gusto e di non stravolgere le nostre abitudini. Una dieta non restrittiva ed efficace. Un utopia? Assolutamente no, ma come è possibile ritrovare la propria forma fisica senza troppe rinunce? Le regole da seguire sono, come dire, poche e di buon senso: una progressività nell’abbandono di consuetudini alimentari sbagliate, piatti appetitosi ma semplici (sughi, sughetti e altri intingoli sono da evitare), una netta scelta di campo a favore delle pietanze che fanno parte della nostra dieta mediterranea e infine un’attività fisica moderata ma costante. Non un semplice regime alimentare quindi, ma un vero e proprio nuovo stile di vita.
continua a leggere »

Share

Scuochi: giornalisti “mangiati” dai cuochi

del 21 maggio 2010 di Naike

scuochi Scuochi: giornalisti “mangiati” dai cuochiQuanti di noi nella vita hanno desiderato di essere l’altra faccia della medaglia, di sapere cosa si prova nei panni di qualcuno che fa un lavoro dal quale dipende il nostro, ma che è completamente diverso dal nostro?

Grazie a Scuochi, una manifestazione itinerante e periodica, molti professionisti dei fornelli adesso lo sanno. Per una cena i più grandi cuochi italiani interpretano il ruolo di critici gastronomici e, viceversa, i giornalisti vestono i panni, o meglio i grembiuli, di “chef de cuisine”.

Scuochi nasce nel 2003 da un’idea di Sara Vitali, ed è promosso da Pasta Latini. Uno scambio di ruoli originale e costruttivo, senz’altro divertente per tutti i partecipanti, sia per chi giudica sia per chi viene giudicato. Questa micro manifestazione rappresenta certamente un nuovo modo di reinventare la cucina italiana grazie a personalità versatili, in grado di mettersi in gioco senza riserve. Personalità che accettano di non prendersi troppo sul serio. Il successo di Scuochi dimostra infatti la grande autoironia della quale sono dotati cuochi conosciuti, nonché quella dei giornalisti, che accettano di sottoporsi al giudizio altrui in un campo che non è propriamente il loro.

Il meccanismo di Scuochi è molto semplice: una sfida culinaria dove, per ogni cuoco,  quattro giornalisti cucinano una portata. Durante una cena conviviale che permette a tutti di confrontarsi e e di conoscersi meglio (che è poi  è il vero senso dell’incontro) il cuoco rivelerà qual è stato il piatto che più l’ha sedotto, proclamando il vincitore. Ad essere giudicato però non è soltanto il risultato finale del piatto e la sua prelibatezza, bensì anche precisione, pulizia e  creatività dell’aspirante cuoco.

Ma chi sono questi giornalisti così ironici e coraggiosi? Per citarne qualcuno possiamo fare il nome di Paolo Marchi (Il Giornale), Rocco Moliterni (La Stampa), Anna Scafuri (Tg Uno), Giuseppe Cerasa (La Repubblica) e Raffaella Prandi (Gambero Rosso). Per quanto riguarda gli chef che si sono cimentati nella critica culinaria troviamo Fulvio Pierangelini, Gualtiero Marchesi, Gianfranco Vissani, Carlo Cracco, Davide Oldani e molti altri.

libro Scuochi: giornalisti “mangiati” dai cuochiNel 2007 la manifestazione Scuochi è divenuta un libro, “Scuochi il primo libro” (Itaca Editore), che raccoglie 12 ritratti insoliti e intimi di cuochi a cura di  Nicola Dal Falco e le performance di 48 giornalisti, raccontate attraverso i voti e le recensioni degli chef e gli aneddoti scritti dai giornalisti stessi. 12 antipasti, 13 primi piatti, 13 secondi piatti e 12 dolci a comporre un ricettario unico, che è possibile consultare anche attraverso il sito internet di Scuochi.

SCUOCHI

Share