L’Allegoria di una vittoria

del 25 luglio 2011 di Cinquesensi

mazzei 25.07.11 287x300 LAllegoria di una vittoriaLa raffigurazione di un trionfo e di una gloria. Entrambi celebrano e osannano la figura di Cosimo I de’ Medici, colui che con la forza delle armi e della strategia sconfisse ogni rivale assestandosi al vertice di un potere destinato ad avere una lunga fortuna in Toscana. E l’eco di queste numerose vittorie andava lasciato a imperitura memoria.

Cosimo incaricò Giorgio Vasari, il suo pittore di corte, certo più valente nelle vesti di architetto e di scrittore d’arte, di illustrare, sulle pareti e il soffitto del grandioso salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio o della Signoria, per essere più filologici, la rappresentazione dei trionfi in battaglia delle truppe fiorentine.
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Agnolo di Cosimo detto il Bronzino

del 24 settembre 2010 di Leonardo Castellucci

UNA GRANDE MOSTRA A PALAZZO STROZZI RIVALUTA L’OPERA DI UNO DEI PIÙ GRANDI MAESTRI DEL CINQUECENTO ITALIANO

Corsini Agnolo di Cosimo detto il BronzinoAdì 7 in domenica sera di genaio 1554 caddi e percossi la spalla e ‘l braccio e stetti male e stetti a casa Bronzino sei dì; poi me ne tornai a casa e stetti male insino a carnovale…

(Jacopo Pontormo, Il Libro mio).

Era tempo che, in questa ormai più che ventennale riabilitazione del Manierismo, di cui certo nessuno potrà dimenticare l’ancora fondamentale saggio, la Maniera Italiana, coraggioso e intelligente lavoro del compianto Giuliano Briganti che, già negli anni’60 suscitò scalpore per una prima riconsiderazione di questo trasversale e irrequieto periodo della storia dell’arte, iniziato con idee e propositi assolutamente innovativi e via via andato spegnendosi a causa di un impossibile tentativo di mediazione con la lezione michelangiolesca, fosse dedicata una mostra, risultato di uno studio accuratissimo, su uno dei protagonisti e degli epigoni della Maniera, Agnolo Bronzino, la cui parabola attraversa gran parte del Cinquecento.

Dalle giovanili opere tra le quali più di una era stata assegnata al suo maestro Pontormo e, poi data al Bronzino, come la Madonna col Bambino e San Giovannino (Galleria Corsini) a quelle più indipendenti da influssi, soprattutto eseguiti negli anni della maturità in qualità di pittore di corte della Famiglia Medici, la mostra attraversa l’intero percorso pittorico del Bronzino esponendo 90 opere, 70 delle quali del maestro e le restanti del Pontormo in quanto suo primo ispiratore, del Tribolo e di Benvenuti Cellini e dell’Allori, suo allievo e continuatore.


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Da Firenze a Londra le Streghe di Salvator Rosa della Galleria Corsini

del 16 settembre 2010 di Cinquesensi

ALLA DULWICH PICTURE GALLERY LA MOSTRA SUL MAESTRO SEICENTESCO

Il dipinto Streghe, incantesimo proveniente della Galleria Corsini di Firenze è presente nella mostra londinese Salvator Rosa (1615/1673): Bandits, Wilderness and Magic aperta fino al 28 novembre nella esclusiva Dulwich Picture Gallery e che verrà riproposta dal 12 dicembre al Kimbell Art Museum di Fort Worth in Texas.

L’esposizione declina tutti i temi cari all’artista evidenziandone la versatilità stilistica. Una maniera più classicheggiante e affine al periodo nelle sue umbratili allegorie, una maniera più enigmatica, quasi picaresca nei suoi concettuali paesaggi filosofici, una maniera elettrizzata, dal segno aguzzo e incendiato nelle sue celebri scene di stregoneria e infine una maniera estremamente realistica ed introspettiva nei suoi altrettanto celebri ritratti.

IL DIPINTO PROVINIENTE DALLA GALLERIA CORSINI DI FIRENZE

streghe Da Firenze a Londra le Streghe di Salvator Rosa della Galleria Corsini

Salvator Rosa, Streghe, incantesimo. Olio su tela. 76×65

Una luce di fuochi incendia il buio. Vecchie streghe rinsecchite dal vincolo col Male ballano il loro delirio evocatore. Il Maligno appare nelle sembianze di un grande uccello fatto solo di ossa e di bruttezza. Le espressioni degli astanti sono invasate da un’eccitazione mostruosa.
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Principe Corsini: ottocento anni di storia e di storia dell’arte

del 30 agosto 2010 di Cinquesensi

Dalla fine del 1100 ad oggi, quando i Corsini arrivano a Firenze da Poggibonsi, sono otto secoli. Otto secoli è un tempo storico smisurato, in cui la stessa famiglia lascia, di generazione in generazione, il proprio segno.

Una continuità di imprese, possessi e documenti che intreccia il proprio destino con quello dell’arte italiana ed europea. Opere di Botticelli, Pontorno, Raffaello, Van Dyck il Vecchio e il Giovane, Rubens, Guido Reni, Bernini fanno, tutt’oggi, parte del patrimonio di famiglia del Principe Corsini, sottolineando una scelta di stile e di carattere.

Prima commercianti e poi banchieri, attenti a rinvestire parte degli utili nella terra, creando un legame personale con il territorio e, al tempo stesso, impegnati nella vita politica e religiosa fino alla grazia della santità di Andrea Corsini (1301- 1373) e all’elezione al soglio pontificio, nel 1730, a settantotto anni, di Lorenzo Corsini con il nome di Clemente XII.

Allora, dopo Firenze, che nella seconda metà del Seicento aveva assistito alla costruzione della cappella nella Chiesa del Carmine, dedicata a Sant’Andrea Corsini e del maestoso palazzo in riva all’Arno (1656), arricchito da una Galleria Gentilizia che riunisce straordinari capolavori, avviandosi a diventare una delle raccolte private più importanti al mondo, sarà la volta di Roma.

Il papa ottantenne, nei suoi dieci anni di pontificato, fonda i Musei capitolini e ordina la costruzione della Fontana di Trevi, delle nuove facciate di San Giovanni in Laterano e di Santa Maria Maggiore, del Palazzo della Consulta a Roma come dei porti di Anzio, Ravenna e Ancona.

Qualcosa di simile si ripete ancora, alla fine dell’Ottocento, quando Tommaso Corsini, imprenditore, politico, amministratore, agricoltore, archeologo, cede al neo costituito Stato italiano il Palazzo Corsini in via della Lungara e dona le sue collezioni di dipinti, stampe e libri. Un palazzo che diventerà ed è ancor oggi sede dell’Accademia dei Lincei.

I MARMI VIVI DI BERNINI A FIRENZE

A BUDAPEST DUE QUADRI DELLA GALLERIA CORSINI A FIRENZE

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