La lieta infelicità del Felicino

Il contributo di Leonardo Castellucci a Pro-memoria. Raccontare una saga familiare attraverso una storia semplice e per questo esemplare. E in questa inserirci annotazioni ed episodi che le permettano di essere letta anche come paradigma del brusco mutamento di un mondo prima e dopo la seconda Guerra Mondiale. Il mondo precedente, ormai epigono di una civiltà agricola agli sgoccioli, che nell’Italia fascista aveva ritrovato motivi di ripresa, favoriti da stimoli populisti osannanti la condizione rurale…

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L’odore di campagna

Dal 6° titolo della collana iVitali: Pro-memoria la prefazione di Antonio Bozzo. Ci sono i nomi, prima di tutto. E come sempre, nelle narrazioni di Andrea Vitali, fanno baluginare un mondo, così che l’onomastica diventa, aldilà dell’intreccio, il viatico per pensieri ulteriori, ricami che si aggiungono all’ordito. Lidovina, Vinci, Felicino, Perlina, Silvestro, Eribice-Bice, Arcangela, Ottaviano. Ci sono i cognomi: Sedanelli, Piedivico, Maltolti, Anzibene, Stancabassi. Anime e corpi che il sole trafigge nella Bassa, tra Cremona…

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Il Maestro Martino da Como, cuoco sopraffino

Tanto per capirsi: tutto il chiacchierare che si fa in Italia intorno alla tavola dei grandi chef, non è antropologia da XXI secolo. Nulla si crea, nulla si distrugge e per comprendere il significato sociale (storico?) del cucinare “ad alti livelli” (in tutti i sensi che questa espressione contiene) bisognerebbe guardare al Rinascimento. Maria Cristina Magni, detta Ketty, brianzola e autrice di diversi romanzi, lo ha fatto: è entrata nella vita di Maestro Martino da…

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Manone

Un romanzo a fumetti firmato da Andrea Vitali (già autore della collana iVitali) e illustrato da Bruno Ritter. Manone non è un fumetto nel senso classico del termine, ma piuttosto una storia, quasi un romanzo illustrato. Non ci sono nuvolette nel disegno ma stralci di testo che fanno da ponte con il racconto integrale. Vi riportiamo l’incipit: “L’oste era un orco. Basso, pelato, grasso, con i baffi spioventi. Se non lo chiamavi “Herr Ritter” non…

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La coppa del babbo

E anche quest’anno la Chef’s Cup ha dato il meglio in (buon) gusto, divertimento, gare tra amici e socialità. E anche quest’anno non ho potuto andarci. Mi resta la malinconica consolazione di un nutrito programma ricevuto con l’invito, e l’amichevole “ordine” che ogni anno Norbert Niederkofler (deus ex machina dell’evento, quest’anno alla settima edizione) mi ripete: «Questa volta non devi mancare, dai!».

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