L’Allegoria di una vittoria 25 luglio 2011 – Posted in: Archivio

La raffigurazione di un trionfo e di una gloria. Entrambi celebrano e osannano la figura di Cosimo I de’ Medici, colui che con la forza delle armi e della strategia sconfisse ogni rivale assestandosi al vertice di un potere destinato ad avere una lunga fortuna in Toscana. E l’eco di queste numerose vittorie andava lasciato a imperitura memoria.

Cosimo incaricò Giorgio Vasari, il suo pittore di corte, certo più valente nelle vesti di architetto e di scrittore d’arte, di illustrare, sulle pareti e il soffitto del grandioso salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio o della Signoria, per essere più filologici, la rappresentazione dei trionfi in battaglia delle truppe fiorentine.

E fra uno stridore di armi e di cavalcature, in mezzo a volti attraversati ora dallo sforzo, ora dal dolore, ora dalla paura, volti, atteggiamenti, posture chiaramente ispirati ai cartoni delle battaglie di Anghiari e di Cascina, abbandonati da alcuni decenni da Leonardo da Vinci e Michelangelo in un’ala del palazzo, si osserva un dipinto di efficace impostazione strutturale, anche se di mano un po’ dura e approssimativa, l’Allegoria del Chianti (1560-75) dove sono individuabili tutti i soggetti e i simboli che identificano questo territorio. Un territorio, intende suggerire l’artista, che dopo essere stato teatro di contesa fra Firenze e Siena, adesso, dopo la definitiva vittoria fiorentina, tornerà a essere un luogo sereno e prolifico.

Vasari dipinge Il Chianti

In primo piano si impone la figura di un vecchio Bacco assorto, ch’è il fulcro prospettico della composizione, appena dietro un giovane armato esibisce un grande scudo su cui è effigiato un Gallo Nero, il simbolo dell’antica Lega del Chianti; da due preziosi vasi prendono origine l’Elsa e la Pesa, i due corsi d’acqua che attraversando queste terre, le rendono fertili e produttive di uva e altri frutti succosi, raccolti in un terzo vaso, che spunta appena dietro il primo piano e poi laggiù, in fondo, illuminate da una luce di riverbero che evoca i bagliori e le fiamme di una battaglia, le roccaforti di Castellina, Radda e Brolio, le orgogliose fortificazioni che rappresentano il potere e il controllo fiorentino dopo la definitiva abdicazione di Siena al Granducato mediceo del 1559.